Le Origini

 

La memoria risale fino all’avv. Luigi Rossi (Senatore del Regno), il cui diploma di Laurea era ancora intestato “Vittorio Emanuele II per grazia di Dio e volontà della Nazione Re d’Italia”.

L’attività dello studio, in via Passerella 26, era certamente già molto avviata nei primi anni ‘90 dell’Ottocento, come risulta dal fatto che il timbro dell’avvocato Luigi Rossi è apposto sulla richiesta di iscrizione dell’atto costitutivo della Banca Commerciale Italiana, datato 10 ottobre 1894, conservata negli archivi dello Studio.

Prima collaboratore, poi erede testamentario di Luigi Rossi e suo successore nella titolarità dello studio – trasferito all’inizio del nuovo secolo in via Spiga 1, poi, dopo la Grande Guerra, al piano terreno dello storico palazzo di via Bigli 21 – fu l’avvocato Camillo Giussani (1879-1960), figura eminente nel mondo forense, ma anche nella cultura milanese (fu grande cultore della letteratura latina e traduttore di Lucrezio), e per molti anni Presidente della Banca Commerciale Italiana, carica che ricoprì fino alla propria morte.

Della stessa banca era stato amministratore fin dal Ventennio, nonostante gli attacchi che gli furono rivolti per la sua mancata adesione al Regime: in un articolo firmato da un “seniore” della Milizia, pubblicato da “La Tribuna Forense” nel 1939 sotto il titolo “Epurazione”, si chiedeva la sua rimozione in quanto “non è un ex combattente, non è iscritto al Partito, non è iscritto al Sindacato”. A lui è intestata una via di Milano.

I principali collaboratori di Camillo Giussani, che ne proseguirono l’attività, furono gli avvocati Vermondo Brugnatelli e Carlo Pellizzi. Il primo (1888-1962) antifascista nel ventennio del Regime, subito dopo la liberazione fu eletto Consigliere della Provincia di Milano nella lista del Partito Repubblicano.
Fu poi Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Milano; e in seguito – fino all’ultimo – rappresentante degli Ordini della Corte di Appello di Milano nel Consiglio Nazionale Forense.

La loro fraternità di lavoro durò per tutta la vita.

Carlo Pellizzi (1893 – 1972) era stato autore di un ampio commento del Codice di Commercio prima della nuova codificazione del 1942, che ebbe più edizioni.
Grande bibliofilo, raccolse una biblioteca di oltre 40.000 volumi; amò e praticò intensamente anche la pittura. Sua moglie, Paola Pontecorvo (1899-1984), una delle prime donne avvocato in Italia, cugina coetanea di Piero Sraffa e a lui legata da una stretta amicizia, volontaria della Croce Rossa e sostenitrice di Nomadelfia fin dalla sua fondazione negli anni ‘30, fu radiata dall’Albo degli Avvocati nel 1939 perché ebrea, in applicazione delle leggi razziali. Anche nel dopoguerra continuò a svolgere fino agli ultimi anni della sua vita attività di assistenza gratuita a persone bisognose.

Lavorarono insieme, in un rapporto di strettissima amicizia, fin dai primi passi della professione negli anni ‘40 e ‘50, anche i loro collaboratori e poi successori Luciano Ichino (1920-1997) ed Enrico Brugnatelli (1926). Ad essi si unì negli anni ‘60 Giovanni Luigi Pellizzi (1924-1985), quando da Bologna – dove era stato assistente di Walter Bigiavi e ricopriva un incarico di insegnamento – venne chiamato alla cattedra di Diritto Commerciale dell’Università Cattolica di Milano; di lui si ricordano, per la straordinaria coniugazione di profondità e chiarezza dell’esposizione, soprattutto gli Studi sui titoli di credito del 1960, la monografia su L’assegno bancario del 1964, i Principi di diritto cartolare del 1965.

Luciano Ichino fu per molti anni membro del Collegio dei Sindaci della Banca Commerciale Italiana; fu inoltre premiato dal Comune di Milano per i molti anni di lavoro volontario nella Commissione Tributaria dello stesso Comune. Nel frattempo, dalla metà degli anni ‘60, lo Studio si era spostato, nello stesso isolato, al secondo piano di via Manzoni 14, dove sarebbe rimasto fino alla fine del 1987, quando trasferì la propria sede in via Pallavicino 21. In seguito all’ampliamento logistico su diversi piani dello stesso palazzo, dal 2005 l’ingresso principale dello Studio è in via Mascheroni, 31.

Nell’anno 1979 lo Studio si è costituito in associazione con la denominazione “Studio Legale Ichino – Brugnatelli e Associati”.