Licenziamento per giusta causa del pubblico dipendente che attesti falsamente la propria presenza in servizio

Con un’ordinanza del 30 agosto scorso, il Tribunale di Milano ha confermato la legittimità del licenziamento per giusta causa intimato da un Comune a un proprio dipendente che aveva abbandonato senza permesso il posto di lavoro con 42 minuti di anticipo rispetto alla fine del suo turno, lasciando il proprio cartellino da timbrare a fine turno a un altro collega (anch’egli licenziato).

Il Tribunale ha ritenuto dimostrata la volontà del dipendente di indurre in errore il datore di lavoro circa la propria presenza in servizio, con l’artificio della timbratura a parte di terzi, e dunque integrata la fattispecie di giusta causa di licenziamento di cui all’art. 55-quater, comma 1, lett. a, e comma 1-bis, del D. Lgs. 165/2001, nella versione applicabile alla data del licenziamento, già recante le modifiche introdotte dal D. Lgs. 116/2016 (“1. Ferma la disciplina in tema di licenziamento per giusta causa o per giustificato motivo e salve ulteriori ipotesi previste dal contratto collettivo, si applica comunque la sanzione disciplinare del licenziamento nei seguenti casi: a) falsa attestazione della presenza in servizio, mediante l’alterazione dei sistemi di rilevamento della presenza o con altre modalità fraudolente, ovvero giustificazione dell’assenza dal servizio mediante una certificazione medica falsa o che attesta falsamente uno stato di malattia; …”; “1-bis. Costituisce falsa attestazione della presenza in servizio qualunque modalità fraudolenta posta in essere, anche avvalendosi di terzi, per far risultare il dipendente in servizio o trarre in inganno l’amministrazione presso la quale il dipendente presta attività lavorativa circa il rispetto dell’orario di lavoro dello stesso. Della violazione risponde anche chi abbia agevolato con la propria condotta attiva o omissiva la condotta fraudolenta”).

Questa ordinanza del Tribunale di Milano appare interessante anche perché respinge i dubbi di legittimità costituzionale dell’art. 55-quater del T.U. Pubblico Impiego sollevati dal lavoratore e conferma la possibilità che il giudizio civile di impugnazione del licenziamento si svolga senza necessità di attendere l’esito del giudizio penale sugli stessi fatti.

 

È possibile scaricare il provvedimento al seguente link.