La delega e la sub-delega di funzioni nel diritto penale del lavoro in sintesi: il contributo ad A&S dell’avv. Laura Panciroli

Per Ambiente & Sicurezza, questo mese la Partner dello Studio riassume e chiarisce quali siano le condizioni di efficacia della delega di funzioni nel diritto penale del lavoro.

Il riferimento normativo è ovviamente il D.lgs. 81 del 2008, del quale la penalista analizza in particolare gli articoli 16 e 17. L’articolo fornisce una guida pratica in materia di normativa per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, ricordandone il fondamento nella Costituzione e le finalità, i soggetti coinvolti e le possibili fattispecie.

Laura Panciroli richiama l’attenzione sull’obbligo di vigilanza in capo al datore di lavoro in ordine al corretto espletamento da parte del delegato delle funzioni trasferite, obbligo che s’intende assolto se modello di verifica e controllo viene adottato ed efficacemente attuato.

Affronta poi la questione dell’autonomia finanziaria del delegato, indicando le possibili situazioni che si creano in caso di necessità di interventi tempestivi i cui costi non rientrano nel budget previsto e stanziato.

La giurista ricorda infine le funzioni che il datore di lavoro non può delegare, ad esempio la nomina del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) e la valutazione dei rischi. Il datore, tuttavia, non è tenuto a svolgere personalmente i compiti correlati a queste funzioni, in quanto può conferirne l’incarico a chi ha le necessarie competenze. Mantiene tuttavia la sua posizione di garanzia.

Quanto alla possibilità di sub-delega, essa deve rispettare le condizioni di validità ed efficacia della delega di primo grado, compreso l’obbligo di vigilanza.

I contenuti sono disponibili su: www.ambientesicurezzaweb.it

Ambiente & Sicurezza offre aggiornamento giuridico, normativa tecnica e applicazioni, proponendosi come il primo sistema informativo integrato carta/web.

La penalista Laura Panciroli collabora regolarmente con la rivista. Nei suoi articoli, chiari e sintetici, commenta le novità della normativa, senza scordare il fine principale di chiarire i dubbi degli operatori ed offrire loro un pratico vademecum.

Tutti i contenuti della rivista sono reperibili nella banca dati di Ambiente & Sicurezza, con un aggiornamento in tempo reale.

 

Dialogo fra diritto ed economia sul lavoro, il prof. Pietro Ichino al seminario Unibocconi

Lunedì 9 gennaio all’Università Bocconi di Milano Pietro Ichino prende parte al seminario “La difficile comunicazione fra sapere giuridico e sapere economico” organizzato congiuntamente dai dipartimenti di studi giuridici  Angelo Sraffa e di economia Ettore Bocconi.

Il prof. Maurizio Del Conte di Unibocconi introduce i lavori e partecipa come discussant insieme al prof. Tito Boeri dello stesso ateneo.

Nel suo Editoriale telegrafico  per i quotidiani Gazzetta di Parma, l’Adige e Alto Adige, Pietro Ichino sottolinea l’importanza del dialogo fra giuristi ed economisti e fra le corrispondenti comunità accademiche.  Sottolinea che “nella realtà, per l’intero secolo passato, non ci sono state soltanto difficoltà di comunicazione tra giuslavoristi ed economisti del lavoro, ma un vero e proprio muro di incomunicabilità. Ciò che era considerato ortodosso per gli uni era considerato un’aberrazione dagli altri, e viceversa. Certo, l’assenza pressoché totale di un dialogo tra le due comunità accademiche ha prodotto non pochi danni.”

Se l’evento organizzato da Unibocconi può considerarsi quasi un progetto pilota in Italia, la cooperazione di esperti nei due diversi ambiti può porre rimedio a difetti di funzionamento che hanno danneggiato il mercato del lavoro per decenni nel nostro Paese.

La relazione del prof. Ichino, disponibile qui e sul  sito www.pietroichino.it,  espone il contenuto della voce Contratto di lavoro (diritto ed economia) in corso di pubblicazione nel volume tematico Contratto di lavoro dell’Enciclopedia del Diritto (Ed. Giuffrè).

Teleriscaldamento, indagine dell’ARERA sulle tariffe “disincentivanti”: ne parla l’avv. Marcello Zucchi

Sul portale www.condominioweb.com, l’avv. Marcello Zucchi commenta i risultati di un’indagine conoscitiva effettuata dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente in merito a costi e prezzi del teleriscaldamento.

È emerso un dato sconcertante, che stimola l’Autorità stessa a porvi rimedio con strategie efficaci.: benché il teleriscadamento sia stato incentivato dalle amministrazioni locali e dal governo per la sua sostenibilità,  gran parte delle società che ne offrono il servizio applicano tariffe pari al costo che il condominio avrebbe sostenuto se avesse conservato il vecchio sistema della propria centrale.

In alcuni casi addirittura il prezzo che il condominio paga per il teleriscaldamento è superiore al costo evitato e determina una sorta di rimpianto per la centrale autonoma.

Questa criticità, che l’indagine effettuata dall’ARERA ha messo in evidenza,  non solo ha deluso molti utenti, ma in pratica disincentiva all’utilizzo di un sistema che avrebbe il grande vataggio di un minore impatto sull’ambiente.

L’avv. Zucchi, esperto in contenzioso nel mercato dell’energia, auspica “che gli operatori del settore prendano atto degli attuali squilibri tariffari e vi pongano rimedio in termini di equità e ragionevolezza, anche in assenza di un intervento dell’Autorità per l’Energia.” Questa “potrebbe, in prospettiva, non limitarsi ad una blanda moral suasion, ma avocare a sé la regolazione delle tariffe per il mercato del teleriscaldamento”

L’intero articolo è disponibile alla pagina: https://www.condominioweb.com/teleriscaldamento-il-punto-sulle-criticita-tariffarie-rilevate-dallautorita-per-lenergia.20180

Infortuni sul lavoro e sanzioni: il contributo ad Ambiente&Sicurezza dell’avv. Laura Panciroli

Il contributo di questo mese ad Ambiente&Sicurezza mette a fuoco termini e condizioni per lestinzione delle contravvenzioni in materia di lavoro.

La penalista chiarisce innanzi tutto quali siano le diverse sanzioni previste in caso di infortunio sul lavoro.

A norma dell’art. 590, 3° comma del Codice Penale, il soggetto responsabile di aver cagionato colposamente ad altri una lesione personale, avendo violato le norme poste a tutela della prevenzione degli infortuni sul lavoro, viene punito con reclusione da 3 mesi a 1 anno o con multa da 500,00 a 2.000,00 euro se le lesioni sono state gravi, ovvero da reclusione da 1 a 3 anni se le lesioni sono state  gravissime. In caso di morte del lavoratore, l’art. 589, 2°comma prevede la reclusione da 2 a 7 anni per il soggetto responsabile di averla colposamente provocata con la violazione delle suddette norme.

Dopo aver ricordato la distinzione fra colpa generica e specifica, la penalista sottolinea come le violazioni delle previsioni del Decreto Legislativo n°81/08 non siano sanzionate con reclusione e multe, bensì con arresto e/o ammende. Attraverso questo criterio, puramente formale, che riguarda la specie di pena prevista dalla norma incriminatrice, si determina una delle distinzioni fondamentali del nostro sistema penale: quella tra delitti e contravvenzioni.

L’avv. Laura Panciroli chiarisce quindi che la speciale procedura estintiva in sede amministrativa è applicabile alle sole contravvenzioni in materia di igiene e sicurezza sul lavoro, punite con pena alternativa dell’arresto o dell’ammenda. Vi si prevede che l’organo di vigilanza, allo scopo di eliminare una contravvenzione accertata, impartisca le prescrizioni ritenute più idonee, fissi un termine per la regolarizzazione, decorso il quale verifichi se la violazione sia stata eliminata e, in caso positivo, ammetta il contravventore a pagare – in sede amministrativa – una somma pari al quarto del massimo dell’ammenda stabilita. Il pagamento estinguerà la contravvenzione ed il pubblico Ministero ne chiederà l’archiviazione.

L’articolo, che costituisce un pratico vademecum per gli utenti della banca dati sul portale www.ambientesicurezzaweb.it, tratta infine della più rilevante giurisprudenza in materia, in particolare riguardante la tassatività delle modalità estintive, e della residua responsabilità dell’Ente per il Decreto Legislativo n° 231/01.

[Immagine di Drazen Zigic su Freepik]

 

Licenziamenti collettivi e procedure di consultazione, l’avv. Sergio Passerini risponde a “L’Economia”

Nel numero del 19 dicembre, l’Economia del Corriere dedica il “Focus Studi Legali” al diritto del lavoro. Diversi gli argomenti delle interviste, ma il tema della necessità di politiche attive del lavoro è ricorrente nelle risposte dei legali.

Il senior partner Sergio Passerini parla di due recenti casi di licenziamenti collettivi: le aziende Wärtsilä Italia e Gkn Driveline Firenze, pur avendo attivato due percorsi di informazione e consultazione sindacale, sono state condannate dai giudici del lavoro per non aver provveduto anche alla preliminare informazione prevista dalla contrattazione collettiva nazionale e integrativa applicata.

“Nel caso delle aziende Wärtsilä Italia e Gkn Driveline Firenze, i Giudici del Lavoro hanno ritenuto che i datori di lavoro abbiano posto in essere una condotta antisindacale per non avere promosso, prima di avviare i licenziamenti collettivi dei dipendenti addetti agli stabilimenti da chiudere, le procedure di informazione e consultazione con le organizzazioni sindacali previste dalla contrattazione collettiva nazionale (in questi casi quella delle imprese metalmeccaniche) e aziendale”, spiega Sergio Passerini, Senior Partner Studio Legale Ichino Brugnatelli e Associati. “In entrambi i casi, i Giudici del Lavoro sono giunti a questa conclusione nonostante specifici percorsi di informazione e consultazione sindacale fossero già previsti dalle norme di legge sulle procedure di riduzione del personale attivati dalle due aziende e sarebbero stati dunque comunque effettuati nel corso delle procedure stesse: sia la legge 223/1991 in materia di licenziamenti collettivi, sia le cosiddette norme “anti-delocalizzazioni” contenute nella legge di Bilancio 2022 contengono specifiche disposizioni sui percorsi di informazione e consultazione sindacale preliminari ai licenziamenti, percorsi che entrambe le aziende si apprestavano ad affrontare”. Secondo i Tribunali in questione, “questi obblighi di preventiva informazione e consultazione previsti dalla legge non assorbono gli analoghi obblighi di preliminare informazione e consultazione eventualmente previsti dalla contrattazione collettiva nazionale e integrativa applicata, che devono dunque essere autonomamente e aggiuntivamente rispettati”.

Il giuslavorista conclude mettendo in dubbio che “la moltiplicazione di queste fasi di consultazione preliminare sindacale risponda davvero agli interessi dei lavoratori. L’impressione è che questa reiterazione e complicazione delle procedure e la conseguente dilatazione dei tempi siano strumenti utili solo ad abbandonare sulle spalle delle parti coinvolte le conseguenze dell’incapacità dell’ordinamento di affrontare le crisi industriali con strumenti più incisivi di politica attiva del lavoro”.

Diritti patrimoniali derivanti dalle invenzioni dei ricercatori universitari: ne parla l’avv. Sergio Passerini sul Quotidiano Eutekne

Sul Quotidiano Eutekne di sabato 17 dicembre 2022 l’avv. Sergio Passerini interviene sul disegno di legge di recente approvato dal Consiglio dei Ministri di riforma del Codice della Proprietà Industriale, e in particolare sulla ipotizzata modifica della disciplina dei diritti derivanti dalle invenzioni dei ricercatori delle Università e degli altri enti pubblici di ricerca, con il superamento del cosiddetto “Professor’s Privilege”.

La versione integrale dell’articolo è consultabile on line sulla rivista La Consulenza del Lavoro di Eutekne; per maggiori informazioni: www.eutekne.it/sile.

Come  riferisce il Comunicato Stampa emesso da Palazzo Chigi il 1° dicembre, “il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle imprese e del Made in Italy, ha approvato un disegno di legge di modifica al Codice della proprietà industriale di cui al decreto legislativo 10 febbraio 2005, n. 30.

Il disegno di legge si inquadra nella riforma del sistema della proprietà industriale, prevista dalla Milestone M1C2-4 del PNRR, in coerenza con il “Piano di azione sulla proprietà intellettuale per sostenere la ripresa e la resilienza dell’UE”, adottato dalla Commissione europea.
Gli obiettivi sono principalmente il rafforzamento della competitività del sistema Paese e della protezione della proprietà industriale; la semplificazione amministrativa; la digitalizzazione delle procedure in materia di titoli di proprietà industriale.

Con il provvedimento, tra l’altro:
– si introduce il divieto di registrazione di marchi evocativi o usurpativi di indicazioni geografiche e denominazioni di origine protetta;
– si riconosce la protezione temporanea dei disegni e modelli esposti in fiere nazionali o internazionali;
– si stabilisce che i diritti nascenti dalle invenzioni realizzate dal personale di ricerca spettino alla struttura di appartenenza dell’inventore, salvo il diritto di quest’ultimo di esserne riconosciuto autore e, al contempo, si riconosce l’autonomia di università, enti pubblici di ricerca e IRCCS per disciplinare le premialità connesse all’attività inventiva;
– si rafforza il controllo preventivo rispetto al deposito relativo alle domande di brevetto potenzialmente utili per la difesa del Paese e se ne accelera la procedura;
– si accelerano i tempi dei giudizi presso la Commissione dei ricorsi avverso i provvedimenti dell’Ufficio italiano brevetti e marchi;
– si sopprime l’obbligo di trasmettere all’UIBM la documentazione cartacea depositata presso le Camere di commercio;
– si prevede il ruolo di tutela del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste per la tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche, in assenza di Consorzi di tutela;
– si riduce da diciotto a dodici mesi il periodo obbligatorio di tirocinio ai fini dell’ammissione all’esame di abilitazione all’esercizio della professione di consulente in proprietà industriale;
– si prevede che la regolarizzazione dei pagamenti tardivi inerenti ai titoli di proprietà industriale sia subordinata al pagamento del diritto di mora per ogni annualità incompleta o irregolare.

Profili giuslavoristici della cessione d’azienda in crisi, ne parla l’avv. Guglielmo Burragato

L’Ordine degli avvocati di Verona e l’Associazione Veronese Avvocati Giuslavoristi dedicano una giornata di studi al Nuovo Codice della Crisi d’Impresa, definitivamente entrato in vigore il 15 luglio 2022, con un evento formativo accreditato dal medesimo ordine.

Tra i relatori, il senior partner Guglielmo Burragato parla in particolare dei profili giuslavoristici della cessione dell’azienda in crisi. Nella sua lunga esperienza, ha infatti assistito società clienti per tutti gli aspetti afferenti al diritto del lavoro in operazioni di cessione anche complesse.

Nel corso della giornata di studi, le novità della normativa sull’insolvenza dell’impresa vengono analizzate dai diversi punti di vista degli avvocati, della magistratura e dei consulenti del lavoro.

Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza è contenuto nella Parte I del decreto legislativo n. 14 del
2019, emanato in attuazione della delega conferita al Governo al termine della XVII legislatura dalla legge n. 155 del 2017.  È stato successivamente emendato dal d.lgs. n. 147 del 2020, che ha apportato limitate modifiche di natura sostanziale, recando principalmente interventi integrativi e correttivi della disciplina dettata dal d.lgs. n. 14; più incisivo è stato l’intervento compiuto dal d.lgs. n. 83 del 2022, che ha sostituito l’intero Titolo II ed ha apportato significative modifiche anche ad altri titoli del Codice.
Il Codice è entrato in vigore nella sua stesura definitiva il 15 luglio 2022; risulta composto da 374 articoli
suddivisi in 10 Titoli.

Con riguardo ai rapporti di lavoro subordinato, vengono introdotte nuove disposizioni volte ad
armonizzare la disciplina dell’insolvenza con quella vigente in tema di diritto del lavoro.

Il Titolo VI reca la disciplina relativa ai gruppi di imprese. Tra le novità della riforma vi è l’espresso
riconoscimento (effettuato dall’art. 3 della legge delega) dell’istituto del gruppo d’imprese il cui presupposto fondamentale è l’effettiva attività di direzione e coordinamento di società-madre.

La nuova disciplina dettata dal Codice prevede una procedura unitaria davanti al tribunale dell’impresa per l’accesso ai diversi strumenti di risoluzione della crisi, applicabile in caso di gruppo di imprese, di cui è data specifica definizione. Tale procedura comprende: concordato preventivo e accordo di ristrutturazione dei debiti (di cui agli artt. 57 e ss), ove sia possibile garantire la continuità aziendale; in caso negativo, liquidazione giudiziale del gruppo.

Il programma dell’evento è disponibile qui.

 

 

   

Responsabilità del produttore di macchine: la sintesi dell’avv. Laura Panciroli per “Ambiente&Sicurezza”

Per la Banca Dati Ambiente e Sicurezza la Partner dello studio avv. Laura Panciroli ha scritto una guida “in pillole” sul delicato e importantissimo tema della prevenzione degli infortuni, che coinvolge produttori di macchine, datori di lavoro ed operatori.

La normativa comunitaria impone requisiti ben precisi di sicurezza che il fabbricante di macchinari deve rispettare perché i suoi prodotti siano certificati con il marchio CE.

Le responsabilità, tuttavia, non finiscono qui: il datore di lavoro che usa determinate macchine deve fornire le opportune garanzie ai propri dipendenti, a norma del decreto legislativo n. 81/2008, anche per quanto riguarda l’installazione, la manutenzione e l’idoneità delle attrezzature ai fini della salute e sicurezza dei lavoratori.

In sette punti, la penalista ricorda quali responsabilità, sanzioni ed esenzioni siano previste dalla normativa; richiama quindi l’attenzione sulla recente giurisprudenza della Corte di Cassazione, in  particolare la recente sentenza della Cassazione Penale, Sez. 4, 13 settembre 2022, n. 33548 – “Schiacciamento della mano durante i lavori di incorsamento del tessuto tra i cilindri della calandra. Macchinario modificato. Costruttore, datore di lavoro e dirigente con delega”.

La Suprema Corte nella sentenza ribadisce “che la responsabilità colposa del costruttore, che deriva dall’inosservanza delle cautele infortunistiche nella progettazione e fabbricazione della macchina, cioè dalla mancata predisposizione dei sistemi di sicurezza previsti dalla normativa di settore e da quelli che, in relazione alla singola apparecchiatura, si rivelino idonei ad evitare che l’uso del macchinario costituisca pericolo per colui che lo utilizza, può essere esclusa solo quando si provi che l’utilizzatore abbia compiuto sulla macchina trasformazioni di natura e di entità tale da poter essere considerate causa sopravvenuta da sola sufficiente a determinare l’evento (Sez. 4, n. 1216 del 26/10/2005, dep. 2006, Mollo, Rv. 233174).
Qualora un infortunio sia dipeso dall’utilizzazione di macchine o impianti non conformi alle norme antinfortunistiche, la responsabilità dell’imprenditore che li ha messi in funzione, senza ovviare alla non rispondenza alla normativa suddetta, non fa venir meno la responsabilità di chi ha costruito, installato, venduto o ceduto gli impianti o i macchinari stessi (Sez. 4, n. 2494 del 03/12/2009, dep. 2010, Castelletti, Rv. 246162; Sez. U, n. 1003 del 23/11/1990, dep. 1991, Tescaro, Rv. 186372).
Il costruttore infatti, in quanto titolare di una posizione di garanzia, risponde per gli eventi dannosi causalmente ricollegabili alla costruzione del prodotto ove risulti privo dei necessari dispositivi o requisiti di sicurezza e sempre che l’utilizzatore non ne abbia fatto un uso improprio, tale da poter essere considerato causa sopravvenuta, da sola sufficiente a determinare l’evento (Sez. 4, n. 42110 del 21/10/2021, Daniele, Rv. 282300; Sez. 4, n. 5541 del 08/11/2019, dep. 2020, Sorianini, Rv. 278445; Sez. 4, n. 39157 del 18/01/2013, Burkhart, Rv. 256390); a meno, quindi, che l’utilizzatore abbia compiuto sulla macchina trasformazioni di natura ed entità tali da poter essere considerate causa sopravvenuta da sola sufficiente a determinare l’evento (Sez. 4, n. 5541 dell’8/11/2019, dep. 2010, Sorianini, Rv. 278445). Né rileva, di per sé, la distanza temporale della condotta colposa rispetto all’evento da essa causato (Sez. 4, n. 5541 del 2019 cit.)”

L’articolo costituisce un pratico vademecum per gli utenti della banca dati sul portale www.ambientesicurezzaweb.it.

 

Erogazioni pubbliche percepite indebitamente, l’avv. Laura Panciroli fa il punto sulla giurisprudenza penale

Sul numero 10/65 della la rivista “La Consulenza del Lavoro” di Eutekne, l’avv. Laura Panciroli, Partner dello Studio,  commenta la sentenza penale n. 20531/2022 della Corte di Cassazione sulla fattispecie di appropriazione indebita di erogazioni pubbliche da parte del datore di lavoro. Poiché le somme corrisposte ai dipendenti a titolo di indennità per malattia, assegni familiari e cassa integrazione guadagni vengono conguagliate dall’INPS  con quelle dovute a titolo di contributi previdenziali e assistenziali,  è indebitamente che il datore percepisce le corrispondenti erogazioni dall’ente prvidenziale nel caso in cui la sua dichiarazione di avere corrisposto tali somme sia falsa.

La sentenza è interessante perché ripercorre gli orientamenti giurisprudenziali in materia di qualificazione giuridica di tale condotta. Questa “è stata qualificata ora come appropriazione indebita (Sez. 2, n. 5486 del 5/11/2015, Crespi, Rv. 266367), ora come truffa, ponendosi l’accento sull’artificio costituito dalla fittizia esposizione delle somme corrisposte al lavoratore e sulla successiva induzione in errore dell’istituto previdenziale (Sez. 2, n. 42937 del 3/10/2012, Riondato, Rv. 253646) ora, infine, come indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato ai sensi dell’articolo 316-ter c.p. (tra le tante, Sez. 6, n. 7963 del 26/11/2019, dep. 2020, Romano, Sez. 2, n. 51334 del 23/11/2016, Sechi, Rv. 268915).”

La Corte ha quindi affermato che, per potersi configurare il reato di cui all’art. 316 ter c.p. (indebita erogazione delle prestazioni da parte dello Stato, di altri Enti pubblici o della Comunità europea), devono essersi verificati “l’utilizzo o la presentazione di attestazioni o di documenti falsi attestanti cose non vere e (ovvero l’omissione di informazioni non dovute) da cui derivi il conseguimento indebito di erogazioni.

Tali erogazioni, peraltro, non debbono consistere, necessariamente, in una erogazione di somme in denaro, ma possono, indifferentemente, consistere nella erogazione di una somma di denaro oppure nella esenzione dal pagamento di una somma altrimenti dovuta”.

La versione integrale dell’articolo è consultabile on line sulla rivista La Consulenza del Lavoro di Eutekne; per maggiori informazioni: www.eutekne.it/sile

Violenza di genere: intervista alla Partner avv. Laura Panciroli

25 novembre, giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne: il settimanale Gente fa il punto sugli strumenti giuridici più efficaci per prevenire femminicidi,  maltrattamenti e abusi. Primo fra tutti l’ammonimento, che il Prefetto Francesco Messina ritiene molto valido per interrompere il ciclo della violenza.

Intervistata anche la partner Laura Panciroli, esperta in tema di contrasto alla violenza sulle donne. Dal 2016 è iscritta all’elenco degli avvocati formati in tale materia e dal 2000 è associata alla ONLUS SVS Donna Aiuta Donna. Riguardo all’istituto dell’ammonimento, la penalista osserva: “Nella mia esperienza, professionale ed associativa, ho registrato ancora casi in cui la richiesta di ammonimento avanzata dalla donna non è stata accolta”. Sottolinea quindi un aspetto importante: “Nell’istruttoria delegata agli organi investigativi dovrebbe essere sempre contemplata, prima del rigetto della richiesta di ammonimento, l’audizione diretta della donna.”

L’avv. Panciroli sa infatti che “non sempre è facile, per le autorità, valutare la fondatezza dell’istanza di intervento”. Occorre una capacità di ascolto che nei centri antiviolenza è una delle qualità fondamentali di professionisti e volontari. È infatti attraverso colloqui strutturati, volti a individuare un progetto personalizzato di fuoriuscita dalla violenza,  che SVS Donna Aiuta Donna offre accoglienza alle persone che hanno subito abusi.

L’intero articolo è disponibile qui.

L’avv. Sergio Passerini fa il punto sul preavviso nel rapporto di lavoro e nel Decreto Trasparenza

Sul numero del 17 novembre della rivista “La Consulenza del lavoro” di Eutekne,  il senior partner Sergio Passerini approfondisce alcune delle novità apportate dal Decreto Legislativo n°104 del  27.6.2022, il cosiddetto Decreto Trasparenza.

Con questo Decreto, il Legislatore ha dato attuazione nell’ordinamento italiano alla direttiva 2019/1152/Ue del Parlamento europeo e del Consiglio, relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell’Unione europea. Il provvedimento di recepimento della citata direttiva incide su varie leggi nazionali preesistenti, con l’obiettivo di incrementare le informazioni che il lavoratore ha diritto a ricevere dal suo datore di lavoro o committente all’avvio del rapporto e di assicurare nel corso del suo svolgimento alcune garanzie minime.

Molti sono gli istituti coinvolti e con i quali questo Decreto impone di confrontarsi; tra questi v’è anche il preavviso di licenziamento o di dimissioni.

La versione integrale dell’articolo è consultabile on line sulla rivista La Consulenza del Lavoro di Eutekne; per maggiori informazioni: www.eutekne.it/sile.

 

[Foto di Nile da Pixabay]

Rientro in servizio degli operatori della sanità, ne parla l’avv. Sergio Passerini su Eutekne.info

Il recente Decreto Legge n. 162 del 31 ottobre 2022  ha previsto, tra le altre disposizioni, anche un’anticipazione al 1° novembre della cessazione dell’obbligo vaccinale per gli operatori della sanità e della sospensione degli operatori non vaccinati. Ciò comporta la necessità per le strutture sanitarie di affrontare subito alcuni problemi organizzativi connessi al rientro del personale in precedenza sospeso perché non vaccinato.

Sul quotidiano on-line Eutekne Info, nella sezione “Lavoro e Previdenza”,  il senior partner Sergio Passerini individua i possibili problemi nella gestione del rientro in servizio di questi operatori sotto il profilo della valutazione dei rischi e dell’idoneità alla mansione, nonché della tutela della privacy.

L’intero articolo è disponibile per gli abbonati ad Eutekne.info (https://www.eutekne.info/default.aspx)

[Foto di Darko Stojanovic, fonte: Pixabay ]

Salario minimo, trasparenza e work-life balance: tavola rotonda a Torino con l’avv. Guglielmo Burragato

AIDP e Manageritalia organizzano il 18 ottobre a Torino, l’evento “Salario minimo, trasparenza e work-life balance” per chiarire ed approfondire le novità recate dal Decreto Trasparenza nel diritto del lavoro ed offrire, con l’occasione, una panoramica su diversi argomenti “caldi” ai direttori delle risorse umane.

La domanda provocatoria “In che modo l’UE è intervenuta sul diritto del lavoro italiano?” aiuta a trovare i punti di collegamento fra la nostra normativa e lo scenario europeo.

L’evento è ospitato da Reale Mutua Torino Castello ed è stato reso possibile anche grazie a WHY ADV e &plus.

Di seguito il programma dei lavori:

Dalle h.15:00

Saluti istituzionali con il dott. Daniele Testolin, Presidente Manageritalia Piemonte e VdA ed il dott. Giorgio Barbero, Presidente AIDP Piemonte e VdA.

A seguire:

Tavola Rotonda con l’avv. Alfredo Lanfredi, avvocato lavorista Manageritalia, l’avv. Guglielmo Burragato, Senior Partner del nostro Studio, il dott. Mattia Galli, Consulente del lavoro Partner &PLUS

Moderatore il dott. Roberto Mattio, Direttore Risorse Umane ed Organizzazione Pininfarina S.p.A.

L’intera registrazione dell’evento, effettuata a cura di Manageritalia, è disponibile al link  https://youtu.be/dA1WoXehfdc

Gli interventi dell’avv. Guglielmo Burragato hanno chiarito come predisporre la lettera di assunzione (link alla clip:  https://youtu.be/HnZ3rQSvR-A ) e le novità in tema di contratti part-time, durata del patto di prova e cumulo di impieghi ( https://youtu.be/bLxERARAHn0 ).

Disponibile qui la locandina dell’evento.

Decreto Trasparenza, smart-working, scelta del CCNL: ne parla l’avv. Evangelista Basile

Il senior partner è fra i relatori del convegno Decreto Trasparenza e Smart Working: i nuovi obblighi delle imprese e la centralità della scelta del giusto contratto collettivo organizzato a Livorno il 20 ottobre da Conflavoro PMI e l’Ordine dei Consulenti del Lavoro.

Più volte Evangelista Basile ha dato il suo contributo ad eventi formativi sull’importante Decreto, che richiede agli operatori particolare attenzione e non è sempre facile da interpretare.

L’argomento per il 20 ottobre è la modalità di resa della prestazione da remoto, i cui vantaggi sia per lavoratore sia per azienda continuano a renderlao apprezzato e applicato: gli adempimenti previsti dal Decreto Trasparenza riguardano anche lo smart working.

Gli altri relaltori sono Roberto Capobianco, Presidente Conflavoro PMI e Luca Caratti, Consulente del Lavoro di Vercelli. Previsti i saluti istituzionali di Gloria Cappagli, Presidente Consulta dei Consigli Provinciali dei Consulenti del Lavoro della Regione Toscana e Paolo Mascitelli, Presidente di Conflavoro PMI Livorno.

La giornata formativa consentirà ai consulenti del lavoro di ottenere 3 crediti per assolvere agli obblighi formativi dell’Ordine. I consulenti del lavoro possono iscriversi dalla piattaforma per la formazione continua.

La locandina dell’evento è disponibile qui.

La Suprema Corte sul licenziamento in malattia: il commento dell’avv. Sergio Passerini

Nel suo contributo a “Lavoro e Previdenza” di Eutekne.info. del 6 ottobre, il senior partner Sergio Passerini ritorna su una questione intricata: il licenziamento per superamento del periodo di comporto. E se il datore termina il rapporto prima che i giorni di malattia previsti dal CCNL siano stati interamente utilizzati?

Lo spunto è stata la recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 27334/2022, la quale ha esteso alle piccole imprese, alle quali non si applicano le disposizioni contenute nell’art. 18 della L 300/70, le previsioni  dei commi 4 e 7 dell’art. 18 della L. 300/70, e cioè la tutela reintegratoria attenuata, in caso di licenziamento nullo perché intimato prima che terminasse il periodo di comporto del lavoratore.

La Cassazione ha evidenziato come il licenziamento per superamento del periodo di comporto sia una fattispecie del tutto autonoma, diver­sa da quelle riconducibili ai concetti di giusta causa o giustificato motivo. Ha comunque concluso, anche sul­la base di una riconosciuta “forza espansiva delle di­sposizioni contenute nell’art. 18 della L 300/70” in una materia tanto delicata, che anche ai lavoratori delle piccole imprese non soggette all’articolo 18 debba essere riconosciuta la medesima tutela di cui godono i dipendenti delle aziende di dimensioni maggiori.

Eutekne e il suo gruppo di studio

Eutekne SpA ha per oggetto la ricerca e lo studio, la prestazione di servizi ausiliari e strumentali per lo svolgimento della professione, la raccolta, la formazione e la diffusione di materiale giuridico-tecnico nel settore delle discipline giuridico-economiche.

La società è nata come strumento operativo-economico del Gruppo di studio; sua attività fondamentale è quindi quella di raccogliere, elaborare e distribuire il materiale per l’aggiornamento professionale predisposto dal Gruppo di Studio. Come attività complementare, Eutekne produce anche direttamente studi e servizi culturali per la professione, al fine di sviluppare ed ottimizzarne le conoscenze comuni da mettere a disposizione dei potenziali fruitori.

Sergio Passerini contribuisce con regolarità ad Eutekne.info, il quotidiano on line concepito dal Gruppo di Studio Eutekne per tutti coloro che devono confrontarsi con i temi del fisco, della contabilità, dell’economia e del diritto in generale.

Il cuore dell’informazione quotidiana che Eutekne.info mira a garantire al proprio lettore è il commento tecnico, con taglio operativo, dell’attualità normativa, giurisprudenziale e della prassi più rilevante.

A margine di tutto questo, Eutekne.info non manca di lanciare qualche spunto e, se del caso, qualche provocazione anche sulle tematiche socio-economiche che, di volta in volta, attraversano il dibattito interno al Paese.

L’intero articolo è disponibile qui.

 

Rendimento e comunicazione dei risultati attesi, ne parla l’avv. Luca Daffra su Food Service

Il datore di lavoro non può procedere con una contestazione per scarso rendimento, se non ha preventivamente comunicato ai dipendenti parametri produttivi oppure obiettivi da raggiungere. Il senior partner Luca Daffra, nella rubrica Law Square da lui gestita sulla rivista di Food Service, questo mese commenta l’ordinanza n. 24722/2022 della Suprema Corte, che ha dichiarato inefficace il licenziamento disciplinare per scarso rendimento intimato ad un lavoratore senza la previa affissione del codice disciplinare.

Il datore di lavoro, infatti, deve:

  • Stabilire e comunicare, per categorie omogenee di dipendenti, degli obiettivi da raggiungere o dei parametri produttivi da rispettare;
  • specificare nel regolamento disciplinare, che deve essere debitamente affisso, che il mancato raggiungimento dei parametri produttivi rappresenta illecito disciplinare;
  • monitorare ii raggiungimento degli obiettivi assegnati;
  • contestare eventuali scostamenti dai suddetti parametri e applicare sanzioni gradualmente crescenti.

L’intero articolo è disponibile qui.

 

 

Superamento del periodo di comporto, l’approfondimento degli avv.ti Luca Daffra e Marco Marzano

Nel contributo a MySolution del 15 settembre, il senior partner Luca Daffra e l’associate Marco Marzano commentano la giurisprudenza più rilevante in materia di licenziamento del lavoratore disabile per il superamento del periodo di comporto.

Da un lato i lavoratori disabili, le cui assenze per malattia possono dipendere dalla loro particolare condizione, si trovano di fatto discriminati a causa della natura apparentemente «neutra» del periodo di comporto; dall’altro il bilanciamento di interessi imporrebbe al lavoratore di comunicare (anche nelle forme dei certificati medici telematici di cui al D.M. 18 aprile 2012) la ragione delle specifiche assenze, che se riconducibili a una disabilità accertata non sono da conteggiarsi ai fini del comporto.

Le decisioni rese dalle corti di merito sul tema sono diverse: alcune ritengono discriminatorie le previsioni dei CCNL, che non prevedono un comporto differenziato per i lavoratori portatori di disabilità, altre ritengono giusto un equo bilanciamento tra i contrapporsi interessi.

Nell’approfondimento, gli avvocati Daffra e Marzano offrono delle linee guida sulla scelta corretta da adottare.

Luca Daffra – Profilo

Laureato a pieni voti nell’ottobre 2001 con il Prof. F. Scarpelli presso l’Università  degli Studi dell’Insubria, sede di Como, con una tesi in Diritto del Lavoro, dal titolo “I Rapporti di Lavoro nei Consorzi e nelle ATI”.

Ha iniziato nel corso dell’anno 2002 la propria pratica forense presso la Corte di Appello di Milano, collaborando nel tempo con lo studio dell’Avv. Granato e Simmons & Simmons.

Ha iniziato la propria collaborazione con lo Studio Ichino, Brugnatelli e Associati a partire dal novembre 2006, e ne è diventato socio nel 2015.

Dall’aprile 2006 è avvocato iscritto al Foro di Milano.

Si occupa di consulenza e contenzioso, prevalentemente in materia di diritto del lavoro, sindacale, previdenziale e privacy relativa ai rapporti di lavoro.

Marco Marzano -Profilo

Marco è entrato a far parte dello Studio Ichino Brugnatelli e Associati nel dicembre 2015, dopo aver collaborato con un primario studio bolognese in ambito giuslavoristico.

Dall’aprile 2019 è avvocato, iscritto presso l’Ordine di Milano.
Oltre a fornire assistenza stragiudiziale e giudiziale in materia di diritto del lavoro, sindacale e previdenziale, si occupa delle tematiche della data protection che impattano sulla gestione del rapporto di lavoro.
Scrive stabilmente su diverse riviste, specializzate e non, di questioni relative al diritto del lavoro, privacy e nuove tecnologie.
Da agosto 2019 è membro dell’International Bar Association (IBA).

L’avv. Evangelista Basile in streaming sui nuovi obblighi informativi per il datore di lavoro

Giovedì 29 settembre il senior partner Evangelista Basile parla delle novità in tema di trasparenza e degli obblighi informativi cui è tenuto il datore di lavoro. La relazione affronta in particolare i seguenti temi:

  • Come riscrivere i contratti di lavoro
  • D.Lgs. 27 giugno 2022 n. 104 attuativo della direttiva UE 2019/1152 relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell’unione europea
  • Circolare INL n.4/2022

L’evento è organizzato dal comitato scientifico del gruppo ODCEC area lavoro, in diretta streaming.

Tutte le informazioni nella locandina del programma, scaricabile qui. 

La partecipazione è gratuita e valida per la formazione professionale continua. Indicazioni per l’accesso:

  • Collegarsi a concerto.it
  • Effettuare la registrazione o l’accesso cliccando sugli appositi pulsanti (in alto a destra)
  • Accedere menu “Streaming CONCERTO” e selezionando la voce “Eventi iscritti”.
  • Cliccare sul corso che si intende seguire e procedere con l’iscrizione

L’avv. Sergio Passerini al webinar su IP e ricerca scientifica

Organizzato dall’Istituto Italiano di Tecnologia insieme al nostro studio, l’evento on-line “Ricerca scientifica e proprietà intellettuale” tratta il tema dei risultati degli studi in campo scientifico. Il focus è sulla gestione della proprietà intellettuale: quando si generano i diritti, come proteggerli e gestirli, quale utilizzo è possibile negli accordi di ricerca e sviluppo. Data: 23 settembre 2022 dalle 15:00 alle 17:00.

Programma:

15:00 Saluti istituzionali

  • Gianmarco Montanari, IIT, Direttore Generale
Interventi:
  • Introduzione dell’Avv. Sergio Passerini
  • Intervento del Cesare Galli sulla generazione e la titolarità dei diritti di proprietà intellettuale
  • Intervento dell’Avv. Paolo Bertoni sulla gestione dei diritti di proprietà intellettuale nei principali ordinamenti
  • Intervento dell’Avv. Dario Paschetta sugli accordi di ricerca e sviluppo alla luce della revisione del Regolamento Antitrust europeo
Moderano gli interventi:
  • D.ssa Emanuela Marcella Impoco, IIT, Responsabile Ufficio Intellectual Property and Contracts, Affari Legali
  • Ing. Lorenzo Rossi, IIT, Intellectual Property Manager, Technology Transfer
  • Avv. Sergio Passerini, Studio Legale Ichino Brugnatelli e Associati, Senior Partner

Relatori:

Prof. Cesare Galli – Studio IPLAWGALLI, Università degli Studi di Parma, Prof. Ordinario di Diritto Industriale, membro del Comitato Esecutivo AIPPI Avv. Paolo Bertoni – Studio Legale Chiomenti, Responsabile dell’Area IP Practice Avv. Dario Paschetta – Studio Legale Frignani Virano e Associati, Vice Presidente LES Italia. 

La locandina, con il QR code per effettuare l’iscrizione, è scaricabile da questo link.

L’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) è una fondazione disciplinata dagli articoli 14 e ss. del Codice civile, istituita con D.L. 269/03, convertito con Legge n. 326/2003 (art. 4 dello Statuto), finanziata dallo Stato per lo svolgimento di attività di ricerca scientifica di interesse generale, per fini di sviluppo tecnologico.

L’IIT è vigilato dal Ministero dell’economia e delle finanze e dal Ministero dell’istruzione, università e ricerca e sottoposto al controllo della Corte dei Conti ai sensi della Legge 259/58 (“Partecipazione della Corte dei conti al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via ordinaria” – art. 12).

L’IIT ha l’obiettivo di promuovere l’eccellenza nella ricerca di base e in quella applicata e di favorire lo sviluppo del sistema economico nazionale.

La costruzione dei laboratori dell’IIT è iniziata nel 2006 si è conclusa nel 2009.

L’avv. Sergio Passerini, Senior Partner dello Studio, si occupa di consulenza e contenzioso in materia di diritto del lavoro, sindacale e della previdenza sociale, prevalentemente nei settori del credito, dello spettacolo, dei servizi e della ricerca scientifica e tecnologica.

È membro dell’associazione Avvocati Giuslavoristi Italiani (AGI) e componente del suo Consiglio Esecutivo Regionale per la Lombardia. È autore di pubblicazioni in materia di diritto del lavoro e relatore a convegni.

 (Foto di Gerd Altmann da Pixabay)

L’avv. Carlo Fossati sui nuovi obblighi di trasparenza del datore di lavoro

Nuovi obblighi per il datore di lavoro: il senior partner avv. Carlo Fossati espone e chiarisce gli aggiornamenti della normativa con particolare attenzione a chi gestisce ogni giorno i rapporti con le risorse umane. Indicazioni pratiche ed esaustive per gli adempimenti datoriali si rendono particolarmente utili, infatti,  dopo l’entrata in vigore del Dlgs n.104 del 27 giugno 2022 , con  il quale lo Stato italiano ha recepito quanto previsto dalla Direttiva comunitaria 1152/2019 relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell’Unione Europea. Questi i principali temi trattati nel corso del webinar:

  • i contratti di lavoro dopo il Decreto Trasparenza;
  • le comunicazioni all’interno del rapporto di lavoro (rapporto tra legge postale e principi codicistici);
  • lo stato dell’arte del tema della decorrenza della prescrizione in costanza di rapporto di lavoro alla luce della recente giurisprudenza della Cassazione.

L’evento online è organizzato dall’Ordine dei Consulenti del Lavoro di Pavia per mercoledì 13 settembre.

Carlo Fossati – Profilo

Esperto nelle materie del diritto sindacale e del lavoro, assiste primarie aziende nei più diversi settori produttivi (industriale, editoriale, commerciale, del credito e dell’assistenza ospedaliera) e collabora con lo Studio dal gennaio 2003. È diventato socio nel 2006.

Membro dell’AGI (Avvocati Giuslavoristi Italiani), è stato nominato nell’ottobre 2010 Presidente della Commissione per i rapporti fra AGI e Università e dal 2014 membro del Consiglio Esecutivo Nazionale (CEN) della medesima associazione.

Collabora con la cattedra di Diritto del Lavoro dell’Università degli Studi di Milano, svolgendo inoltre attività continuativa di docente per la Scuola di Perfezionamento e Pratica Forense dell’Ordine degli Avvocati di Milano.

È docente di diversi Master organizzati da Euroconference, Sole 24 Ore Formazione, AIDP (Associazione Italiana per la Direzione del Personale) e ANCL (Associazione Nazionale Consulenti del Lavoro) e prende parte a numerosi convegni, corsi e conferenze in qualità di relatore.

Ha pubblicato la monografia “Lavoro all’Estero”, a cura di Carlo Fossati, IPSOA 2005, ed inoltre numerosi articoli e commenti sulle principali riviste giuridiche in ambito lavoristico, tra cui “Rivista Italiana di Diritto del lavoro”, “Diritto e Pratica del Lavoro”, “Il Consulente del Lavoro”, “Guida alle paghe”.